
Genere: Thrash Metal
Tematiche: tipiche metallica: guerra, soldi etc etc
Provenienza: San Francisco, California - U.S.A.
Data di Fondazione: 1981
Ultima Etichetta: Warner Bros. Records
Status: più forte che mai.
Non era facile. Alle spalle un album quasi fallimentare quale St.Anger (2003), le innumerevoli cause legali (napster su tutti) che ha destabilizzato la credibilità della band di frisco e in generale una proposta musicale che negli ultimi anni non convinceva il grande pubblico Metal (qualcuno ha detto Load, ReLoad o S&M?), i problemi all’interno della band che li hanno portati quasi allo scioglimento e il ricovero di James per problemi all’alcol e infine la cacciata di Jason con la convocazione di Rob al basso.
Dopo 5 anni, numerose anteprime, dichiarazione positive e negative, critiche e chi più ne ha più ne metta, esce “Death Magnetic” che riporta i quattro cavalieri finalmente nella retta via del thrash metal.
Si parte con That Was Just Your Life, e si parte forse con la migliore traccia del disco. Arpeggio e subito all'attacco vecchia maniera (qualcuno ha detto Battery?). La ritmica di James e il basso di Rob si fanno sentire. Bellissimo l'assolo finale di Kirk. Con la seconda The End Of The Line colpisce il continuo cambio di tempi: ora ritmata, ora violenta e verso la fine è inaspettato lo stacco melodico per poi riesplodere. Come al solito in evidenza l'ottimo basso di Rob e la chitarra di Kirk. Broken, Beat & Scarred ci riporta con la mente in epoca Black Album, ma decisamente in salsa più pesante. Ed è questo che finora colpisce: i 4 di frisco per tutto il disco non si tirano indietro quando c'è da pestare duro la batteria, o sguinzagliare un riff thrash. Tornando alla canzone concludo con il sottolineare l'ottima base ritmica e la batteria di Lars, per poi l'esplodere del bellissimo assolo. Era ora. Finalmente. The Day That Never Comes ormai la conosciamo tutti; i 'Tallica l'hanno scelta come singolo e a parte un orribile videoclip abbiamo una canzone da 90. Come tipologia riprende moralmente quanto già fatto in passato con One (con i dovuti paragoni ovviamente): canzone lunga che ha due spezzoni; prima parte lenta e ritmata per poi nella seconda esplodere in una bellissima cavalcata puramente thrash. Bella la doppia chitarra verso la fine. Erano anni che i 4 non suonavano così. All Nightmare Long è un altro pezzo da 90, un altra candidata a “migliore del disco”. Canzone in puro thrash style, che ricorda tanto i metallica epoca '88 di Justice. Ottimo riff, ottima prova vocale di James, e assolo finale da brivido, con una base ritmica a far tremare tutto. Bravi bravi bravi. Con Cyanide arriviamo forse al primo dei tre anelli deboli del disco: canzone anche questa che conosciamo tutti bene, è una canzone con diversi cambi di tempo, buona ritmica ma nulla di più; certo questa vale molto più delle ultime uscite (qualcuno ha detto I Disappear?) ma data la qualità del disco in generale questa obiettivamente perde. Nulla toglie che dal vivo farà bene il suo lavoro. Ha pure un bel ritornello, carino l'assolo ma come detto nulla di più. La successiva The Unforgiven III (secondo dei tre anelli deboli) proprio non la capisco: centra poco in un disco del genere votato al thrash. Le curiosità non mancano: per la prima volta in 25 anni di carriera i 4 se ne escono con un intro di pianoforte e la parte sinfonica sembra scritta dal maestro Morricone in persona. Musicalmente ricorda alla lontana qualcosa del duo Load/Reload ma è solo un'impressione lontana lontana (fortunatamente). Personalmente non dispiace, la ascolto volentieri ma non fa perdere la testa, ma resta indubbio che una song del genere centri ben poco con la volontà del disco. Come Cyanide carina e niente più. Ultima cosa: perchè Unforgiven III dato che centra poco o nulla con le precedenti? Bo! The Judas Kiss lo dico prima è la preferita del disco di chi scrive: canzone bella in tutto. Ricorda molto sonorità à la Master Of Puppets con i suoi numerosi cambi di tempo. Ottimo il ritornello e straordinario l'attacco da metà fino alla fine con un Kirk in stato di grazia. Non aggiungo altro. La strumentale Suicide & Redemption è il terzo anello debole: monotona nel suo incedere, sembra una jam session prima delle prove che una canzone ufficiale. Peccato perchè poteva uscire una gran bella song. In chiusura My Apocalipse, canzone che pesta duro per tutti i suoi 5 minuti. Bella e in puro stile thrash (con reminiscenze di Dyers Eve da Justice) in evidenza un ottimo James.
Che dire di questo Death Magnetic? Album prodotto egregiamente con il guru Rick Rubin dietro la console che come detto riporta i ‘Tallica nel regno del thrash. Difetti? Ci si aspettava un Lars più dinamico e il basso di Rob più in evidenza come manca una second volcals (Jason in questo era un grande). Ma sono “difetti” marginali. C’è da dire che grava il loro passato, da loro ci si aspetta sempre il massimo ma con questo platter finalmente si riascoltano i Metallica per quello che sanno fare meglio. Ovviamente è inutile tirare in ballo vecchi scheletri; con buona pace di tutti i Metallica degli anni ’80 sono rimasti lì. Oggi abbiamo una band che suona moderno ma dannatamente thrash! E per favore niente stupidi pregiudizi, il passato è passato. Bentornati Metallica!
That Was Just Your Life - 07:08
The End of the Line - 07:52
Broken, Beat & Scarred - 06:25
The Day That Never Comes - 07:56
All Nightmare Long - 07:58
Cyanide - 06:39
The Unforgiven III - 07:47
The Judas Kiss - 08:00
Suicide & Redemption (instrumental) - 09:57
My Apocalypse - 05:01
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